Work in progress

Work in progress…

Attualmente sto lavorando alla redazione di una breve ricerca, nel contesto del corso magistrale di Storia dell’Europa Orientale sui processi di democratizzazione sviluppatisi nei Paesi dell’est Europa in seguito al crollo del blocco sovietico.

Il recente “golpe bianco” di Viktor Orban mi ha spinto ad occuparmi dell’Ungheria, Paese celebre per l’insurrezione popolare dell’ottobre-novembre 1956, duramente repressa dall’intervento armato delle truppe sovietiche.

Uno dei libri che sto consultando, «Hungary: between democracy and authoritarianism» del giornalista magiaro Paul Lendvai, si occupa sin dalle prime pagine di ricostruire le tappe della democratizzazione del Paese, prima fra tutte quella della riabilitazione politica di uomini come il Primo Ministro Imre Nagy, giustiziato come traditore nel contesto della repressione sovietica seguita alla rivoluzione ungherese.

Il titolo stesso del primo capitolo, “A funeral as the end and the beginning”, mostra perfettamente come la solenne cerimonia di “risepoltura” di Nagy e dei suoi compagni nella lotta per l’indipendenza e la libertà ungherese fu un grande momento di svolta per il Paese, alcuni mesi prima del simbolico crollo del Muro di Berlino.

Monumento del Millennio – Piazza degli Eroi, Budapest

A questo proposito, Lendvai cita il detto ungherese “Temetni tudunk” , traducibile come  “Burying people is something we know all about”, oppure “We know how to hold funerals”: fu proprio a partire dalla sepoltura degli eroi del loro recente passato che gli ungheresi poterono avviare un processo di democratizzazione e libertà nazionale.

   

  © Foto Jose  Antonio  2009

Fonte: Wikipedia

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Categorie: Storia dell'Europa Orientale, Work in progress | Lascia un commento

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